Un link in bio: da Instagram e TikTok a WhatsApp

Instagram e TikTok ti permettono di inserire un solo link nel profilo. Uno. Ma tu hai quattro cose da mostrare: il catalogo, l’indirizzo, gli orari di apertura e il numero WhatsApp su cui concludi davvero le vendite. La soluzione non è cambiare link ogni settimana, ma usare quell’unico link per portare a una pagina che li raccoglie tutti.

Nel profilo di una piccola attività capita quasi sempre una di queste tre situazioni, e nessuna funziona bene:

  • Il link porta al sito web e da lì il cliente deve cercare il numero di telefono, copiarlo e passare a WhatsApp. Metà delle conversazioni si perde durante il tragitto.
  • Il link porta direttamente a WhatsApp e chi voleva soltanto conoscere prezzi o orari non trova nulla e se ne va.
  • Il link cambia a ogni campagna, così tutti i post meno recenti rimandano a qualcosa che non esiste più.

Una pagina di link risolve tutti e tre i problemi: ha un indirizzo fisso, che non cambia mai, e contenuti che puoi aggiornare quando vuoi.

È una pagina semplice, senza menu né distrazioni, con un elenco di pulsanti. Chi tocca il link nel tuo profilo la apre e sceglie dove andare.

La differenza rispetto alle pagine di link generiche sta nella destinazione. Nella maggior parte dei casi, i pulsanti portano ad altri profili social: altre vetrine. Se vendi su WhatsApp, invece, dovrebbero portare a conversazioni: una chat per ogni sede, reparto o addetto, ciascuna con il proprio messaggio iniziale già scritto. È proprio ciò che fa una pagina multilink WhatsApp.

Quali pulsanti inserire e quanti

Quattro o cinque. Con dieci pulsanti, la pagina smette di aiutare il visitatore a decidere e torna a essere un semplice menu.

Per sceglierli, non andare a intuito: leggi gli ultimi venti messaggi ricevuti e conta gli argomenti. Quelle sono le tue vere categorie. Di solito emergono queste:

  • Acquista o prenota, il pulsante che genera entrate, da mettere in cima.
  • Prezzi o disponibilità.
  • Indirizzo e orari, la domanda più frequente per qualsiasi attività con una sede fisica.
  • Assistenza o post-vendita, separati dalle vendite per non mescolare le richieste.
  • Catalogo, se ne hai uno.

Dai ai pulsanti il nome del risultato che ottiene il cliente, non quello dei reparti nel tuo organigramma: «Ordina su WhatsApp» converte meglio di «Vendite» e «Verifica disponibilità» è più efficace di «Informazioni».

Un messaggio iniziale diverso per ogni pulsante

È questo il dettaglio che distingue una pagina efficace da un semplice elenco di link. Se ogni pulsante apre la chat con un testo diverso già scritto, sai che cosa vuole la persona prima ancora di leggere altro:

  • Pulsante Ordini → «Ciao, vorrei fare un ordine»
  • Pulsante Prezzi → «Ciao, potresti inviarmi i prezzi di…?»
  • Pulsante Assistenza → «Ciao, ho un problema con il mio ordine»

Così eviti il semplice «ciao», a cui devi rispondere chiedendo come puoi aiutare. Trovi altri modelli nella guida ai messaggi precompilati.

  • Instagram: nel campo dei link del profilo. Aggiungi nella bio una riga che spieghi cosa si trova dall’altra parte: «Ordini e orari di apertura 👇» funziona meglio del semplice indirizzo.
  • TikTok: nel link del profilo, disponibile dopo il passaggio a un account Business. Nei video, dillo chiaramente: «link nel profilo».
  • Facebook: nel campo del sito web della pagina.
  • YouTube: nella descrizione del canale e in quella di ogni video.
  • Email: nella firma, sotto il tuo nome.
  • Materiali stampati: sotto forma di codice QR. Una pagina link in bio è un’ottima destinazione per un QR, perché chi lo scansiona può scegliere ciò che gli serve.

Misura i clic su ogni pulsante

È qui che una pagina di link smette di essere un semplice elemento estetico. Sapere quanti clic riceve ogni pulsante ti mostra cosa vuole il tuo pubblico e ti aiuta a prendere decisioni: se «Indirizzo e orari» raccoglie metà dei clic, quell’informazione dovrebbe essere visibile senza bisogno di chiederla.

Ti indica anche quale social sta funzionando: lo stesso pulsante riceve un traffico diverso da Instagram e da TikTok. Le statistiche dei link contano i clic per provenienza.

Errori comuni

  • Dieci pulsanti. Più opzioni offri, meno decisioni ottieni.
  • Nascondere WhatsApp in fondo, sotto le icone social, anche se è il canale che conclude le vendite.
  • Collegare un altro social network dalla bio: stai mandando le persone verso un’altra piattaforma che avrà, a sua volta, un solo link.
  • Non controllare la pagina sul telefono. Tutto il traffico della bio arriva da mobile, senza eccezioni.
  • Lasciarla senza aggiornamenti, con promozioni scadute tre mesi fa.
  • Non modificare il testo della bio. Un link senza una riga che lo spieghi riceve molti meno clic.

Domande frequenti

Non è meglio mettere WhatsApp direttamente nella bio?

Se vendi una sola cosa e nessuno chiede altro, sì: meno passaggi è meglio. Appena hai due destinazioni o due numeri, conviene la pagina.

Un passaggio in più non fa perdere clienti?

Qualcuno si perde, è vero. In compenso, chi arriva in chat sa già che cosa vuole e la conversazione si conclude più velocemente. Quando misurerai i risultati, avrai i numeri al posto delle opinioni.

Posso avere un pulsante per ogni sede?

Sì, ed è uno degli usi più efficaci: ogni pulsante porta al numero di quella sede e il suo nome compare nel messaggio iniziale.

È utile anche se non ho un sito web?

Soprattutto in quel caso. Per molte piccole attività, la pagina link in bio è il sito web.

In sintesi

  • Un indirizzo fisso nella bio, con contenuti che puoi cambiare al suo interno.
  • Quattro o cinque pulsanti, scelti in base ai messaggi che ricevi già.
  • Chiamali con il risultato che ottiene il cliente e metti per primo quello che vende.
  • Un messaggio iniziale diverso per ogni pulsante: la chat arriva già con il contesto.
  • Misura i clic: ti mostreranno quale pulsante è inutile e quale invece manca.