Su quasi tutte le pagine di contatto aziendali trovi una di queste due soluzioni: un modulo tradizionale o un pulsante WhatsApp. Entrambe rinunciano a qualcosa, ma non allo stesso vantaggio.
Il modulo tradizionale
Il vantaggio: tutto arriva in ordine. Nome, email, telefono, motivo del contatto. Puoi rendere obbligatori i campi che ti servono e il messaggio resta registrato da qualche parte.
Lo svantaggio emerge dopo l’invio. Il visitatore riceve un «grazie, ti ricontatteremo» e non sa quando succederà. Tu rispondi via email, ma il messaggio finisce tra le promozioni o non viene mai aperto, e la conversazione muore lì. Nel frattempo passano ore o giorni: più che sufficienti perché quella persona risolva il problema con qualcun altro.
C’è poi un costo meno visibile: ogni campo obbligatorio scoraggia una parte degli utenti. Un modulo con sette campi raccoglie sempre meno contatti di uno con tre.
Il pulsante WhatsApp
Il vantaggio: è immediato e usa un canale che le persone frequentano già. Niente attese, nessuna email persa e una risposta che può arrivare in pochi minuti. Converte molto meglio di un modulo, soprattutto da mobile.
Lo svantaggio: spesso ricevi solo «ciao». Non sai chi ti scrive, cosa sta guardando né da dove arriva. Devi iniziare chiedendo le informazioni di base e quella conversazione di dieci messaggi, necessaria per ricavare tre dati, si ripete per tutta la giornata. Moltiplicala per cinquanta messaggi e capirai perché tante attività finiscono per rispondere in ritardo.
Il confronto
| Modulo | Pulsante WhatsApp | Entrambi | |
|---|---|---|---|
| Velocità di risposta | Ore o giorni | Minuti | Minuti |
| Arriva con i dettagli | Sì | No | Sì |
| Attrito per il visitatore | Alto | Basso | Medio |
| Resta registrato | Sì | Nella chat | Sì |
| Filtra chi fa perdere tempo | Sì | No | Sì |
| Funziona bene da mobile | Così così | Sì | Sì |
La combinazione: un modulo che apre la chat
La soluzione intermedia è un modulo molto breve che, al momento dell’invio, non spedisce un’email: apre WhatsApp con i dati già scritti nel messaggio.
Il visitatore compila due o tre campi, tocca il pulsante e si ritrova in una chat con te che inizia così:
Ciao, sono Ana. Vorrei un preventivo per una cucina su misura
per un appartamento a Lima. Budget indicativo: 3.000.
Ottieni il contesto di un modulo con l’immediatezza di WhatsApp, senza costringere la persona ad aspettare. È proprio ciò che fa un modulo di contatto WhatsApp.
C’è anche un effetto secondario che spesso conta più del previsto: filtra. Chi compila tre campi ha un interesse reale. Chi sta solo dando un’occhiata non lo farà, lasciandoti più tempo per il primo gruppo.
Quali campi chiedere
Al massimo tre. La regola è chiedere soltanto ciò che cambia la tua prima risposta:
- Nome, per non iniziare in modo impersonale.
- Di cosa ha bisogno, meglio con un elenco di opzioni che con un campo di testo libero: basta un tocco per compilarlo e l’informazione ti arriva già classificata.
- Un dettaglio che determina il prezzo o la disponibilità: città, data, quantità, modello. Quello che conta per la tua attività.
Non serve chiedere il numero di telefono, perché arriva con il messaggio WhatsApp, né l’email, se risponderai in chat. Chiedere dati che possiedi già o che non userai riduce soltanto il numero di invii.
I dati personali
Un modulo raccoglie dati personali e comporta obblighi che variano da un Paese all’altro. Senza entrare negli aspetti legali, vale sempre la pena fare queste tre cose, che aiutano anche a creare fiducia:
- Spiega in una riga, vicino al pulsante di invio, come userai i dati.
- Inserisci nel modulo un link alla tua informativa sulla privacy.
- Non chiedere nulla che non ti serva. È la migliore politica sui dati possibile.
Ricorda inoltre che tutto ciò che entra nel messaggio finisce su WhatsApp: non è il posto giusto per chiedere numeri di carta o documenti d’identità.
Dove inserirli nel sito
Non devi scegliere una sola soluzione per tutto il sito. In genere funziona meglio distinguerla in base a ciò che la persona sta facendo:
- Pagina Contatti: il modulo, perché è ciò che le persone si aspettano di trovare.
- Pagine di prodotto o servizio: il modulo breve, con il prodotto già indicato nel messaggio.
- In tutte le altre pagine: un pulsante flottante per le domande veloci che non richiedono un modulo. Se usi WordPress, trovi tutti i passaggi nella guida su come aggiungere un pulsante WhatsApp a WordPress.
Come scoprire quale funziona meglio
Non affidarti alle opinioni: misura. Per un mese metti il modulo su una pagina e il pulsante diretto su un’altra equivalente, usando un link diverso per ciascuna. Poi confronta due dati: quante conversazioni ricevi e quante si trasformano in una vendita.
Quasi sempre il pulsante diretto vince per quantità e il modulo per qualità. La scelta dipende dal tuo problema: ricevi troppo pochi messaggi o troppi messaggi da persone che non intendono acquistare? Le statistiche dei link ti forniscono la prima metà della risposta.
Domande frequenti
Posso usare entrambi nella stessa pagina?
Sì, ma uno deve essere chiaramente il principale. Due inviti all’azione con lo stesso peso dividono l’attenzione e riducono l’efficacia di entrambi.
E se il visitatore non usa WhatsApp?
Lascia sempre un’alternativa visibile nella stessa pagina, come un indirizzo email o un numero di telefono. Basta una riga.
Il messaggio viene inviato automaticamente quando si compila il modulo?
No. WhatsApp lascia il testo già scritto nel campo e la persona deve toccare Invia. È un limite di WhatsApp, lo stesso di qualsiasi messaggio precompilato.
Riduce lo spam?
Sì, in buona parte: i bot che compilano i moduli non aprono WhatsApp e non hanno un vero numero associato.
In sintesi
- Il modulo raccoglie dettagli ma sacrifica la velocità; il pulsante è veloce ma perde il contesto.
- Un modulo breve che apre la chat con i dati già scritti conserva entrambi i vantaggi.
- Massimo tre campi, senza chiedere informazioni che riceveresti comunque.
- Scegli in base alla pagina: modulo dove si chiedono preventivi, pulsante dove si fanno domande.
- Misura per un mese prima di decidere: la risposta dipende dal problema che devi risolvere.